3 MINUTES
3 minuti: per scrivere e per leggere
Scrivere e leggere in 180 secondi.
Quante parole contengono 180 secondi?
Bastano 3 minuti per costruire senso con le parole?
Per descrivere la complessità?
Forse….
Forse soltanto per capire che abbiamo bisogno di più tempo.

HAPPENING- sfogliando l’archivio

LO SPAZIO PUBBLICO A BERGAMO: 1900 • 2000 ?
Domande sul nuovo assetto di Piazza della Libertà

E' una fontana? Ma allora perché non si vede l'acqua?
E' un monumento? Ma allora cosa celebra? Forse la storia? Forse lo stile o l'architettura? Ma quali? Quelli di ieri o quelli di oggi?

Anche se "perfettamente in stile" con altri elementi architettonici di Piazza della Libertà, perché questa nuova sistemazione della piazza risulta cosi estranea a ciò che la nostra memoria seleziona dai depositi della storia? estranea al nostro urgente bisogno di riabitare col corpo e con la mente gli spazi aperti delle nostre città e, ancora, estranea alla impellente necessità di ritrovare un universo figurativo della città (architettura, scultura, design, pittura) capace di rappresentarci?

Quali riferimenti per la rigenerazione dello spazio pubblico della città' futura?

Quale valore questa "nuova" piazza attribuisce al significato di storia, a quello di senso civico e dignità formale dello spazio architettonico?

Per quale storia? ovvero da quale prospettiva è socialmente e politicamente utile traguardare la nostra storia, la storia della nostra città e le storie delle idee, senza cedere a imbarazzanti nostalgie, a improbabili ricerche di integrità stilistiche (comunque contro la storia) o a rassicuranti autolegittimazioni e deresponsabilizzazioni
davanti alle inquietudini del futuro?

Per quali cittadini? e cioè a quale cultura e a quali dimensioni del pensiero e del corpo le misure dello spazio pubblico devono rapportarsi? Perché reprimere la tattilità, la vista, la percezione sensoriale dei materiali della città e la possibilità di proporzionarsi ad essi in un reciproco e dialettico
"gioco" di corrispondenze? Quali progressive fantasie della mente può invece sollevare oggi la scultura?
Perché costruire oggi spazi immobili e senescenti mentre tutto, intorno, si muove e soprattutto le piazze necessitano di nuova e fresca vitalità?

Per quale architettura? vale a dire a quale funzione sociale e culturale richiamare oggi le pratiche artistiche, in quella che è ormai la condivisa consapevolezza che le città devono essere ovunque, al centro come in periferia, riqualificate? ri-significate semanticamente, contrassegnate dalla "presenza della contemporaneità"?
Perché non tentare di esprimere e affermare, attraverso forme espressive aggiornate e coerenti, i segni della nostra concitata presenza invece che indugiare in consolanti suggestioni di "metafisici" passati?

hanno finora sottoscritto:
Manuela Bandini, Basilia Barcella,
Mario Benedetti, Angelo Bianco, Elsy Bugada, Francesca Buonincontri, Filippo Carnevale, Rino Carrara, Umberto Cavenago, Silvano Ceravolo, Baran Clagà, Fabrizio De Liguoro, Enrico De Pascale, Nicola Eynard, Virgilio Fidanza, Piero Fracasselli, Umberlo Galmozzi, Alessandra Girola, Mario Girola, Attilio Gobbi, Maurizio Grisa, Andrea Gritti, Michele Guadalupi, Tullio Leggeri, Serena Longaretti, Trento Longaretti, Anna Maria Maggi, GianMaria Maggi, Minerva Tramonti Maggi, Maria Claudia Peretti, Andrea Piantanida, Marlagrazia Recanati, Gianfranco Rizzi, Cristina Rodeschini Galati, Roberto Spagnolo, Stefano Spagnolo, Claudio Spini, Maurizio Spreafico, Simone Zenoni, Stefano Zenoni.

ERO SOLTANTO ASTIGMATICA

“Avevi sempre gli occhi strizzati e la fronte aggrottata: mi fissavi a lungo, senza distogliere lo
sguardo “

È quello che mi ha detto Margherita, una compagna della squadra di pallavolo della mia adolescenza, che non rivedevo da anni perché abbiamo percorso strade diverse della vita.

In un solo attimo, il suo racconto così netto della mia faccia di 5 decenni prima mi ha scatenato ricordi e ragionamenti: nello specchio delle sue parole ho visto l’ immagine ( di certo non rasserenante ) che di me adolescente offrivo agli altri, seria, accigliata, concentrata e sotto sforzo e sulla quale gli altri, come lei, hanno lombrosianamente costruito la mia reputazione di persona austera e giudicante, senza paura e un po’ altezzosa, fino a snob , dura e radicale.

In realtà ero soltanto un’astigmatica che per i primi 15 anni della sua vita non ha portato gli occhiali: però col senno di poi, mi rendo conto di quanto abbia finito con l’ assomigliare davvero alla reputazione che gli altri avevano di me e di come questa caratteristica fisica abbia inciso sulla costruzione della mia personalità.

Sono nata astigmatica: la mia visione infantile del mondo era un po’ sfocata e sfasata, addobbata come un albero di Natale da stelline luminose in cui , soprattutto alla sera, la luce si frantumava scintillante.
Una visione affollata di forme
da decifrare, non solo perché come ogni bambina dovevo ancora imparare tutto della vita , ma, tecnicamente, perché il mio cristallino era difettoso.

Una visione impressionista di masse colorate e compenetrate, in cui dovevo attardarmi per cercare dettagli e contorni precisi.

Lo strizzamento degli occhi era un aiuto formidabile e per i miei genitori fu anche un segnale chiaro della necessità di interpellare un oculista.

Sarebbe stato tutto diverso se , quando seienne iniziai la scuola e il problema emerse con nitore, avessi avuto un buon rapporto con la magica protesi che chiamiamo occhiali, niente più strizzamenti e aggrottamenti della fronte, una visione immediata e meno faticosa, un’espressione da bimba quale ero, paffuta e garrula.
Ma io, seienne, con gli occhiali proprio non mi piacevo: attraverso di loro, guardandomi allo specchio, vedevo una me con cui non riuscivo a coabitare.
E perché mai cercare di vedere meglio se quello che vedi in più non ti piace?

Probabilmente non accettavo neppure che l’unica visione che conoscevo come normale e con cui avevo fin lì stabilito un rapporto di serena e pacifica convivenza , venisse di colpo giudicata inadeguata e, ancora peggio, che la sua inadeguatezza dovesse essere incorniciata con gli occhiali diventando evidente a tutti.

Contó molto anche un’altra circostanza e cioè che durante la visita oculistica le mie orecchie da bambina poterono captare alcune parole che , senza ovviamente capirle fino in fondo, mi parvero sgradevolissime: la prima è che era un difetto “ereditario” , uguale a quello del mio adorato babbo, la seconda era che il mio difetto avrebbe potuto essere la premessa dell’occhio “pigro“, cioè di una progressiva rinuncia ad usare la vista nelle mappe d’orientamento nel mondo.
Mi parvero entrambe ingiustizie, dolorosa quella dell’eredità paterna ( ma perché tra tutte le cose meravigliose di mio padre a cui avrebbe potuto attingere la sorte aveva scelto di consegnarmi proprio il suo astigmatismo?) ; irricevibile quella dell’occhio “pigro”, anche perché quando iniziai la prima elementare sapevo già perfettamente scrivere e leggere da almeno due anni e lo facevo continuamente.. insomma, occhio “pigro” in che senso?

Gli occhiali divennero così una mia dotazione obbligata e per nulla gradita e infatti li ho tenuti in fondo alla cartella lungo tutto il percorso della scuola obbligatoria, per poi , molto gradualmente , stringere con loro un patto di accettazione e di alleanza soltanto negli anni successivi della maturità.

Non portarli mi costrinse a mettere a punto alcuni strategie di sopravvivenza, innanzitutto quella di sedermi nei banchi della prima fila fin dall’inizio della scuola elementare, facilitata dal fatto che fossero i meno ambiti dagli altri scolari che non gradivano affatto l’avvicinamento allo sguardo vigile della maestra, per me invece indispensabile.

Ora, ripensandoci, mi viene da sorridere immaginando cosa la signorina Lecchi potesse pensare di me vedendo i miei occhi strizzati che la fissavano ininterrottamente (a quei tempi non si usava ancora l’aggettivo nerd): sta di fatto che la prima fila favorì la mia attitudine a prestare attenzione e a non distrarmi e mi facilitò molto nell’imparare ciò che lei diceva, per poi ripeterlo, grazie a una formidabile memoria, con la precisione di un nastro registrato ogni volta che venivo messa alla prova, gratificata dalla sua evidente soddisfazione.

Non credo di esagerare affermando che il difetto del mio cristallino fu il motivo principale della mia brillante e scorrevole carriera scolastica.
E che mi portò a godere di altri indubbi vantaggi.

Stare molto attenta al mattino mi consentiva di studiare molto meno al pomeriggio e di avere tempo per fare altro , cioè, sostanzialmente, quello che mi interessava di più e che in gran parte, anche nel seguito della mia vita, ho cercato e trovato proprio fuori dalla scuola.

Inoltre l’aspetto serio e concentrato , insieme ai buoni risultati scolastici, mi fece guadagnare da subito la fiducia, spesso immeritata, del mondo degli adulti, che mi considerava in genere una bambina/ragazzina affidabile, regalandomi preziosi spazi di libertà e un’autonomia precoce.

Ma, soprattutto, il mio cristallino difettoso ha fatto sì che per me guardare sia sempre stato un esercizio impegnativo, da praticare con attrezzi vari e da allenare: obbligatoriamente per me guardare è sempre stata un’azione interpretativa, perché la registrazione immediata, automatica e imprecisa della realtà che gli occhi mi consentivano necessitava di un completamento e di un prolungamento temporale per permettere ad altre parti di me di intervenire in mio soccorso aiutandomi nella decodifica del mondo.

Cercandoli faticosamente ho imparato ad apprezzare i dettagli che probabilmente, se mi fossero stati regalati dalla vista come dati immediati ed automatici, mi sarebbero sfuggiti.

Da subito ho imparato la fallacia degli occhi e la relatività delle verità che mi trasmettevano: che esistano i miraggi e le distorsioni io lo sapevo per esperienza diretta e reiterata e ‘a prima vista’ per me non è mai stato sufficiente.
Ho imparato naturalmente a distinguere la figura e lo sfondo, la forma e il colore.

Ho combattuto con l’odioso destino dell’occhio “pigro” e guardare è diventata via via la mia grande passione: ho imparato a farlo con il naso e con le orecchie, a vedere col cuore e con la memoria.

Come Tiresia, dopo il lungo allenamento della mia vita, sono ora quasi pronta per una vecchiaia da “non vedente ”.

Dopo 50 anni, nell’incontro con Margherita , portavo gli occhiali da sole/vista, come ormai faccio quasi sempre: lo strizzamento degli occhi e il corrugamento della fronte hanno impresso sul mio viso una geografia articolata di rughe d’espressione.

Ora sto sperimentando la perdita dell’udito stereofonico causata dalla formazione nell’ orecchio destro di uno schwannoma: mi è stato diagnosticato dall’otorino con parole sgradevolissime come quelle dell’oculista dell’infanzia, che mi hanno annunciato il destino della progressiva sordità dovuta all’inevitabile e inesorabile atrofizzazione del nervo uditivo.

Anche in questo però l’esperienza vissuta dell’ astigmatismo mi concede un ulteriore vantaggio confortandomi col ricordo che sono sempre possibili strategie di adattamento: per esempio, per evitare che le persone che incontro interpretino nuovamente le mie espressioni un po’ perplesse in modo lombrosiano, ora le avverto subito che devono parlarmi all’orecchio sinistro.

Ero semplicemente astigmatica e da lì è partita la mia interpretazione della vita .

Fra un po’ avrò un udito monofonico e tutto dovrà di nuovo riassestarsi: le mie mappe d’orientamento, il mio modo di incontrare gli altri, il loro modo di capire chi sono.

"Buon gusto?” è un libro autoprodotto edito nel 2012 da Youcanprint, con la collaborazione di Francesca Perani, architetta creativa, che ne ha curato le illustrazioni.

Una raccolta di 55 racconti brevi, ironici e sperimentali, che restituiscono un’analisi lucida e schietta della società contemporanea e delle sue dinamiche contraddittorie.
Un’esperienza narrativa personale rivolta a chi vuole confrontarsi con una visione insolita del complesso mondo di oggi.

M.C.Peretti ‘Buon gusto?’ , editore Youcanprint, 2012. Illustrato da Francesca Perani

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19 Settembre 2018 In Senza categoria Commenti disabilitati su Indice

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0 / Donna Letizia

1 Agosto 2018 In Senza categoria Commenti disabilitati su 0 / Donna Letizia

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1 / Sono allergica al “buon gusto”

31 Luglio 2018 In Senza categoria Commenti disabilitati su 1 / Sono allergica al “buon gusto”

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30 Luglio 2018 In Senza categoria Commenti disabilitati su 2 / La mantide religiosa

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29 Luglio 2018 In Senza categoria Commenti disabilitati su 3 / Cosa è il buon gusto?

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4 / Assenza di gusto

28 Luglio 2018 In Senza categoria Commenti disabilitati su 4 / Assenza di gusto

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5 / L’eccesso di gusto

27 Luglio 2018 In Senza categoria Commenti disabilitati su 5 / L’eccesso di gusto

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6 / Buon gusto e pre-giudizio: l’apparenza inganna perché l’abito non fa il monaco

26 Luglio 2018 In Senza categoria Commenti disabilitati su 6 / Buon gusto e pre-giudizio: l’apparenza inganna perché l’abito non fa il monaco

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7 / Buon gusto e Sex Pistols

25 Luglio 2018 In Senza categoria Commenti disabilitati su 7 / Buon gusto e Sex Pistols

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8 / Buon gusto e alternativi

24 Luglio 2018 In Senza categoria Commenti disabilitati su 8 / Buon gusto e alternativi

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MARIA CLAUDIA PERETTI (Mariola)

Si laurea in architettura a Venezia e si specializza in Storia dell’Arte Medioevale e Moderna a Bologna.
E’ socia dello STUDIO ASSOCIATO PERETTI che opera nel campo della progettazione e gestione integrata di servizi per l’architettura e l’ingegneria, recupero/restauro e nuova edificazione.

Fonda lo svolgimento dell'attività professionale su un continuo e appassionato interesse per i contenuti teorici, e per l'approfondimento delle politiche innovative di gestione del territorio , dell’ ambiente e del paesaggio.

Da più di vent'anni tiene corsi e conferenze. Scrive saggi e articoli.
Progetta iniziative culturali, esperienze partecipative e pratica azioni di cittadinanza attiva e volontariato culturale.

IO DI ME
“Lungo la strada incontri luoghi, persone, avvenimenti, geografie e storie.
Ti sembra di guardare da fuori, come un viandante straniero che si ferma a fissare ciò che il caso ha allineato lungo il suo percorso.
Poi ti accorgi che non sei tu a guardare ciò che incontri, ma è ciò che incontri a regalare forma e sostanza al tuo sguardo.”

Mariola Peretti 2018

PUBBLICAZIONI

PUBBLICAZIONI

ICONEMI

Curatela con Fulvio Adobati e Marina Zambianchi, degli atti di Iconemi 2010, 2011 , 2012 , 2013, 2014, 2015, 2016, 2017, 2019 editi dall’Editrice Sestante- University Press.
Nei 9 volumi autrice di:

- Peretti M.C. (2010)
Osservare i paesaggi. Piccola antologia di sguardi significativi (p. 105 - 110)

- Peretti M.C. (2011)
Luoghi versus siti. Antipaesaggi o nuovi paesaggi della contemporaneità? (p.11-15)

- Peretti M.C. (2012)
Paesaggi in rete (p. 53 - 58)

- Peretti M.C. (2013)
Shrinking city- Smart city. Obiettivi smart per la città del 'declino'(p. 13 - 21)

- Peretti M.C. (2015)
Coltivare cambiamento. Antologia di esempi delle nuove pratiche dal basso per la rigenerazione degli spazi urbani (p. 7-16)

- Peretti M.C. (2014)
Vertical Farm:una nuova funzione per il recupero delle aree urbane dismesse (p. 19 - 24)

- Peretti M.C. (2016)
Dentro lo spazio pubblico. Arte e creatività per la rigenerazione urbana (p. 5 - 8)

- Peretti M.C. (2017)
Eventi: la città nella dimensione del transitorio (p.5-9)

- Peretti M.C. (2019)
2019-CIAM: Comunità, Impegno, Ambiente, Mondo. Idee di territorio 70 anni dopo il Congresso di Bergamo del 1949

ATTI ATENEO DI SCIENZE, LETTERE E ARTI DI BERGAMO

Atti dell’Ateneo di Scienze, lettere ed arti di Bergamo – Vol.LXXIX, a.a. 2015-2016, Sestante Edizioni 2016: Peretti M.C.
Le fragilità dei contesti. Centro-periferia (p.19-27)

Atti dell’Ateneo di Scienze, lettere ed arti di Bergamo – Vol.LXXXI, a.a. 2017-2018, Sestante Edizioni 2018: Peretti M.C. , Gelmini G.
Progetto Flanerie per la riqualificazione del Centro Piacentiniano di Bergamo

Atti dell’Ateneo di Scienze, lettere ed arti di Bergamo – Vol.LXXXII, a.a. 2018-2019, Sestante Edizioni 2019: Peretti M.C
L'architettura del Ventennio: grammatiche e rappresentazioni

VIDEO LEZIONE SU: "PLASTICA OGGETTO DEL DESIDERO- PLASTICA NEL DESIGN" tenuta in data 23/03/2021
https://youtu.be/WSem8Uz6c_A

Atti dell’Ateneo di Scienze, lettere ed arti di Bergamo – Vol.LXXXIII, a.a. 2019-2020, Sestante Edizioni 2021: Peretti M.C

Plastica oggetto del desiderio. La plastica nel design

ARTICOLI

ARTICOLI

- Archphoto luglio 2009 “Cina. Metropoli e comunicazione”
- Giornale dell’architettura (06.09.2016) “ri-visitati. L’ex Mercato ortofrutticolo di Bergamo, terra di nessuno.

ARK

Curatrice tra il 2010/2012 della rubrica Report

    - Città fallite - Si può costruire una città dal nulla? - ottobre 2010;
    - La casa di Heidi - appunti di viaggio attraverso il paesaggio dei Grigioni - dicembre 2010;
    - Una cattedrale consacrata alla responsabilità della nostra specie - aprile 2011;
    - AAA Cercasi Presidente - Le architetture della magnificenza pubblica nella Parigi degli ultimi decenni - luglio 2011;
    - Fuori luogo. Viaggio nell'iperterritorio della contemporaneità - novembre 2011;
    - Apertura al pubblico della caverna di Platone, attrazione esclusiva, unica al mondo, acquista subito il biglietto - gennaio 2012;
    - Istanbul. Città proteiforme- marzo 2012;
    - Navigare dentro il paesaggio - luglio 2012.

Curatrice dal 2016 in corso della rubrica Crossing

    - ottobre 2016 “Abitare le stanze della città” incontro con Sisto Vecchio - psicoanalista - e con Matteo Colleoni – sociologo urbano;

    - marzo 2017 ”Lo sguardo del viandante contemporaneo, tra Instagram e il sole che nessuno vede” incontro con Francesca Pasquali sociologa dei nuovi media e con Tiziano Fratus, scrittore e dendrosofo;

    - maggio 2017 “La vertigine dell’altezza: dalla Torre di Babele alle distopie di High Rise” incontro con Don Giuliano Zanchi e James Graham Ballard;

    - agosto 2017 “L’insostenibile tutela dell’apparenza” incontro con GianMaria Labaa e Moris Lorenzi;

    - dicembre 2017 “I bambini sono allegri, innocenti e senza cuore” incontro con Giovanna Brambilla e con Paola Brambilla;

    - marzo 2018 “L’abitare per l’adolescenza in cinque parole” incontro con gli studenti della classe IV B del Liceo Scientifico Lussana e con Manuela Bandini, architetto e docente;

    - maggio 2018 “Cittadino versus consumatore - una conciliazione possibile?" Incontro con Francesca Forno e Cristina Grasseni

    - settembre 2018 "Per aspera ad astram" Incontro con Luciano Valle e Franco Brevini

    - dicembre 2018 "Progettare la modernità" incontro con Giovanna Ricuperati e Fulvio Adobati

    -marzo 2019 "Standardizzati". Incontro con Giovanni Semi e Alessandra Pioselli.

    -giugno 2109 "Monouso. Da sogno a incubo" Incontro con Sergio Cisani e Stefano Cozzolino.

    - settembre 2019 "Acluofobici incontro con Gabriele Rinaldi e Piero Castiglioni.

    -dicembre 2019 "Mitologie antimoderne, tra simulacri e mimesi” incontro con Mariangela Carlessi, Massimo Narduzzo, Paolo Brambilla, Gianluca Gelmini.

    - aprile 2020 “Progettare per il popolo o con il popolo?” incontro con Davide Fortini e Paolo Mazzoleni.

    - luglio 2020 “Abitare e lavorare sulla terra, sotto il cielo” incontro con Alessandro Coppola e Ivo Lizzola.

    - settembre 2020 "Il sentimento oceanico del sacro" incontro con Tino Grisi e Sisto Vecchio.

    - dicembre 2020 "Come si misura il territorio?" incontro con Antonio Longo e Antonella Bruzzese

    - marzo 2021 "Volontà, principio della creazione" incontro con Giuliano Zanchi e Carmelo Baglivo

    - giugno 2021 "ProJectus" incontro con Ceresa Architetti e Labf3

    - ottobre 2021 "Frugalità dell'architettura: tra resistenza e resilienza" incontro con Marta Maccaglia e Sara Lucietto

    - dicembre 2021 "Si può progettare l'aura?" incontro con Mario Ferraguti e Michele Bertolini.

    - aprile 2022 "Frammenti di intimità" incontro con Lara Sappa e Anna Barbara

    - luglio 2022 "Feste rigeneranti" incontro con Paola Serrittu e Ilaria Mazzoleni

    - ottobre 2022 " Progettare l'attesa della città" incontro con Ezio Micelli e Simona Beolchi

    - gennaio 2023 " Il cubo e la matassa" incontro con Carlo Federico Villa e Roberta Sassatelli.

    - aprile 2023 "Prendere per mano. Prima, durante e dopo" incontro con Marco Ermentini e Annalisa Metta

    - luglio 2023 " Divine sproporzioni" incontro con Giuliano Zanchi e Giovanna Brambilla

    - settembre 2023 " Geografie della rivolta" incontro con Lucia Tozzi e Lucrezia Lo Bianco.

    - gennaio 2024 " Tranquillidad nell'isola dei vulcani" incontro con Pilar del Rio e Silvia Anfilocchi

    - aprile 2024" Archivi, tra conservazione e interpretazione" incontro con Leyla Ciagà e Sandro Scarrocchia

    - luglio 2024" Tutelare l'umano" incontro con Enrico Giannetto e Cesare Rivoltella

    - settembre 2024 "Tradizioni e tradimenti" incontro con Luca Dal Pozzolo e Bricolo-Falsarella Architetti

    - gennaio 2025 " La città della paura" incontro con Chiara Nogarotto, Florencia Andreola e Azzurra Muzzonigro

    - aprile 2025" Come si misura la produttività nei territori contemporanei?" incontro con Davide Sapienza e Filippo Simonetti

    - luglio 2025" Crescere come un giardino, rigenerare come una foresta" incontro con Marco Martella e Maurizio Ori

    - settembre 2025" Sentirsi a casa" incontro con Marco Biraghi e Elena Granata

    WeArch

    14/11/2018
    Bergamo: un laboratorio di idee e azioni sulla città

    26/01/2019
    Le parole della città: il lemmario della partecipazione

    19/09/2019
    La Griglia del VII CIAM. Come e cosa comunicare
    02/10/2020

    Rigenerare l'abitare

    15/03/2021
    Trattato sulla panchina

    30/04/2021
    Quando un posto diventa un luogo

    12/07/2021
    Biennale Architettura 2021. Padiglione Italia. Sulle tracce del fungo Matsutake

    28/11/2023
    Cesar Manrique: piccola guida per capire un gigante

    02/05/2024
    Città nel deserto

    28/07/2025
    Tre città. Città delle regole- Città della trasformazione - Città dei servizi. Una coesistenza da ridefinire per affrontare il caso Milano

    VAI A TUTTI I TESTI

    DOL'S magazine (18.06.2019) intervista sulla professione a cura di Marisa Coppiano

    Radio Popolare: intervista di Fabio Fimiani sulla situazione urbanistica a Bergamo in data 23.05.2019

    City Vision
    contributo al progetto “fabbricare fiducia- architettura” maggio 2020 a cura di Francesco Lipari.

    Le Parole della città. Il lemmario della partecipazione
    CIAM: 1949+70. Eredità, prospettive, programmi. a cura di F. Adobati e G.Gritti
    Volume con gli atti del CONVEGNO tenuto a Bergamo a settanta anni dal settimo
    Congresso Internazionale di Architettura Moderna CIAM, tenutosi anch’esso a Bergamo nel 1949.
    Ed Mimesis/Architettura, 2021

    VAI AL TESTO

    Postfazione del libro "Generare luoghi di vita. Nuove forme dell'abitare" scritto da Dotti J. e Nogarotto C. , ed. Paoline, 2022.

    "progettare "per" e "con" i cittadini: dialogo con Mariola Peretti e Simona Beolchi in Blog Italcementi , febbraio 2023

INSEGNAMENTO , CONFERENZE, INIZIATIVE CULTURALI

INSEGNAMENTO, CONFERENZE, INIZIATIVE CULTURALI

- Collaborazione all’attività didattica dei corsi di Composizione Architettonica 1 e Storia dell’Architettura tenuti rispettivamente da Emilio Battisti e da Luciano Patetta – a.a. 1980/81, 1981/82, 1982/83, 1983/84 – Politecnico di Milano;

- Partecipazione, presso il Politecnico di Milano, alla ricerca finanziata con fondi CNR, per l’elaborazione di un progetto in Via Torino, 1982;

- Relatrice nel ciclo di seminari “Abitare sociale” promosso dal corso integrato di progettazione Edile della Facoltà di Ingegneria di Dalmine 28.04.2009;

- Lezioni nei corsi di Geografia Antropica del Corso di Laurea in Lettere e Culture Moderne Comparate dell’Università degli Studi di Bergamo (Fulvio Adobati) in data: 17.12.2010; 10.03.2011; 02.12.2011; 08.03.2012; 19.10.2012; 13.02.2014; 16.05.2014.
*Nel corso di Geografia Urbana e Regionale del Prof. Renato Ferlinghetti in data: 27.10.2015.
*Nel corso Culture dei luoghi e Politiche Territoriali (F.Adobati) in data 03.03.2017 e 10.03.2017;

- Attività didattica sussidiaria presso l’Università di Ingegneria di Dalmine, a.a. 2013/2014, corso di Progettazione architettonica integrata, titolare Fulvio Adobati;

- Seminari didattici dal titolo: "Progettare un edificio: norme, strumenti, figure professionali e procedure”, in data 04/03/14 , in data 28/10/2014 e in data 01/12/2015 nell’ambito del progetto di ricerca 60ADOB13 e 60ADOB15, responsabile Fulvio Adobati, presso la Facoltà di Ingegneria di Dalmine;

- Cultore della materia 20096 - Corso integrato di Progettazione Architettonica (Modulo Composizione architettonica) per l’a.a. 2013/2014, 2014/2015, 2015/2016;

- Docente al Corso integrativo a.a. 2020/2021 facoltà di Ingegneria di Dalmine. Laboratorio di Progettazione architettonica e Urbana.

- Relatrice al Corso di Perfezionamento: ”Il progetto del Paesaggio: cultura dei luoghi, regole, valutazione”. Organizzato dalla School of Management dell’Università agli Studi di Bergamo. a.a.2011-2012;

- Correlatrice della tesi di Laurea Magistrale “Paesaggire. Attraversando i paesaggi del quotidiano” a.a. 2012/2013. Anna Scandella. Relatore Fulvio Adobati. Dip. di Lettere e Filosofia Università degli Studi di Bergamo;

- Correlatrice della tesi di Laurea magistrale “Proximité. In cammino nel paesaggio” a.a.2013/2014. Mariachiara Gualteroni. Relatore Fulvio Adobati. Dip. di Lettere e Filosofia Università degli Studi di Bergamo;

- Correlatrice della tesi di Laurea magistrale “Piccolo manifesto del camminare in città: sguardo lento su New York” a.a.2013/2014. Valeria Rossi. Relatore Fulvio Adobati. Dip. di Lettere e Filosofia Università degli Studi di Bergamo;

- Relatrice alla Conferenza Internazionale “Proximity on the move”” organizzata dal Politecnico di Milano e dal Centro Interuniversitario di Ricerca Motu (Mobilità e Tempi Urbani) 01.02.2013;

- Relatrice a “Space Factor” corso di architettura organizzato dalla Gamec (Galleria Arte Moderna e Contemporanea) di Bergamo in data 14.03.2013, in data 29.01.2015 e in data 25.02.2016;

- Relatrice di conferenze nelle 10 edizioni di Iconemi, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014,2015,2016, 2017,2018, 2019;

- Direttore Scientifico e relatrice nel Corso: "Il paesaggio e la sua cultura” organizzato per conto di Italia Nostra insieme al Centro Studi Territorio Lelio Pagani dell’Università di Bergamo e all’Aiapp per il rilascio di crediti formativi a Ingegneri e Architetti (maggio - giugno 2014);

- Direttore Scientifico e relatrice delle quattro edizioni del Corso: “Progettare il restauro” organizzato per conto di Italia Nostra per il rilascio di crediti formativi a Ingegneri e Architetti (maggio - giugno 2015, maggio - giugno 2016, maggio - giugno 2017, maggio-giugno 2018);

- Organizzazione e coordinamento per conto dell’Ordine degli Architetti. dei Convegni internazionali :

    - “Arredo urbano - esperienze e problematiche del progettare gli spazi aperti della città “- Sala Borsa Merci, Bergamo, 15/16 dic. 1989;

    - “Architetti in Europa, esperienze e problematiche del mestiere di architetto nei paesi della Cee” - Sala Borsa Merci , Bergamo, 13/14 marzo 1992;

- Coordinamento, insieme a Andrea Gritti, del XIII Seminario Estivo LIPAU- 5-24 luglio 1999;

-•Coordinamento tecnico della giornata studio del CeSTIT “ Luoghi e spazi della creatività:politiche, strumenti e modalità cooperative” Urban Center di Bergamo , 11 dicembre 2009

- Autrice dei testi dei filmati proiettati nella mostra “Fabbrica e città” organizzata dal Comune di Bergamo (2004);

- Organizzazione e coordinamento del ciclo di iniziative (convegno e conferenze) promosse da Italia Nostra, Lega Ambiente, WWF, relative alla promozione del progetto di parco agricolo e cintura verde in Comune di Bergamo (settembre 2006/ gennaio 2007);

- Relatrice in convegni sulle politiche urbane di Bergamo:

    - Altro suolo: strategie trasversali al consumo di territorio (14.04.2012);
    - La Bergamo che vogliamo (19.05.2012);
    - La città che cambia – Eco Lab (19.03.2013);
    - Ubi Gamec? (21.03.2013);
    - Quale futuro per l’area degli Ex Ospedali Riuniti (17.05.2013);
    - Sostenibilità e società ( 21.05.2013);
    - La sfida per una città eco-sostenibile (04.07.2013);
    - Scelte urbanistiche e partecipazione dei cittadini (29.10.2013);
    - La sfida per una città eco-sostenibile (04.07.2013);
    - Prendere parte - Essere parte. La partecipazione degli abitanti alla costruzione del territorio. (05.04.2014);
    - L’utilizzo dello spazio pubblico nella città storica (10.03.2016);
    - Visioni possibili per la rivitalizzazione del Centro di Bergamo (04.07.2015);
    - Workshop promosso dall’Aiapp in data 18.09.2015;

- Cibo, sostenibilità e territorio organizzato dall’Università di Bergamo in data 23.10.2015 con F. Adobati e M. Zambianchi
-CIAM 2019:eredità/ prospettive / Programmi organizzato dall’Università di Bergamo con l’Ordine degli Architetti in data 23/10/2019

- Relatrice nel ciclo di conferenze “Lontano dal Centro” organizzato dall’Ateneo di Bergamo nell'a.a. 2015-2016. In data 02.03.2016: titolo dell'intervento " le fragilità dei contesti"

- Relatrice nel ciclo di conferenze “Iacentes/excitat” organizzato dall’Ateneo di Bergamo nell'a.a. 2017-2018.
In data 21.03.2018: titolo dell'intervento "Progetto Flanerie vincitore del 1° premio al concorso europeo per la riqualificazione del Centro Piacentiniano di Bergamo".

- Relatrice nel ciclo di conferenze “1919-1939. Un ventennio a Bergamo e nel suo territorio” organizzato dall’Ateneo di Bergamo nell'a.a. 2018-2019.
In data 16.01.2019: titolo dell'intervento "Grammatiche, simboli e rappresentazioni"

- Relatrice nel ciclo di conferenze dedicate alla Plastica organizzato dall'Ateneo di Scienze, Lettere e arti di Bergamo. 23/03/2021

Relatrice nel ciclo di conferenze “Nel bronzo e nel marmo” organizzato dall’Ateneo di Bergamo nell'a.a. 2021-2022.
In data 07/12/2022: titolo dell'intervento "Il monumento a Donizetti: restauro e ruolo nella foma urbis"

- Relatrice nel convegno "Voci di donne sulla città" organizzato dal Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo . 01/10/2022. Titolo dell'intervento "Progettare la cura dello spazio pubblico con uno sguardo di genere"

- Relatrice all’incontro organizzato da Dirama in data 22/07/2020 sul tema : Di chi è lo spazio pubblico?

- Relatrice all’incontro organizzato da E’.one abitaregenerativo in data 05/05/2020 sul tema “Fare di ogni luogo il posto migliore dove abitare”

- Relatrice all’incontro organizzato da E’.one abitaregenerativo in data 20/09/2020 sul tema “Correre a perdifiato. Nuove forme dell'abitare per un approccio generativo”

- Relatrice al Convegno ARCHITETTE DI RESILIENZA in data 23.05.2021 al Padiglione Italia della Biennale di architettura a Venezia. Promosso da Alessandro Melis, RebelArchitette, Maria Luisa Palumbo.

- Relatrice al convegno "Bergamo chiama Europa. Processi di trasformazione urbana" Palazzo della Libertà Bergamo, 23 giugno 2023.

- Relatrice al Congresso internazionale AISU "Beyond the gaze.Interpreting and understanding the city" Ferrara 13-16 settembre 2023. Sessione Flanerie

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M.C.Peretti "Buon gusto?", editore Youcanprint, 2012. Illustrato da Francesca Perani

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