HOME

HAPPENING FONTANA 15.07.1999

 

 

 

 

RIORDINANDO L'ARCHIVIO

Riemergono ricordi: questo è riferito a un happening che, insieme a un gruppo di amici, abbiamo organizzato nel luglio del 1999 per sollevare un dibattito sulla fontana realizzata in Piazza della Libertà. Era un modo ludico per aprire un dibattito su temi dello spazio pubblico che a distanza di oltre 25 anni appaiono ancora molto attuali.

LO SPAZIO PUBBLICO A BERGAMO: 1900 • 2000 ?

Domande sul nuovo assetto di Piazza della Libertà

E' una fontana? Ma allora perché non si vede l'acqua?

E' un monumento? Ma allora cosa celebra? Forse la storia? Forse lo stile o l'architettura? Ma quali? Quelli di ieri o quelli di oggi?

Anche se "perfettamente in stile" con altri elementi architettonici di Piazza della Libertà, perché questa nuova sistemazione della piazza risulta cosi estranea a ciò che la nostra memoria seleziona dai depositi della storia?

Estranea al nostro urgente bisogno di riabitare col corpo e con la mente gli spazi aperti delle nostre città e, ancora, estranea alla impellente necessità di ritrovare un universo figurativo della città (architettura, scultura, design, pittura) capace di rappresentarci?

Quali riferimenti per la rigenerazione dello spazio pubblico della città' futura?
Quale valore questa "nuova" piazza attribuisce al significato di storia, a quello di senso civico e dignità formale dello spazio architettonico?

Per quale storia? ovvero da quale prospettiva è socialmente e politicamente utile traguardare la nostra storia, la storia della nostra città e le storie delle idee, senza cedere a imbarazzanti nostalgie, a improbabili ricerche di integrità stilistiche (comunque contro la storia) o a rassicuranti autolegittimazioni e deresponsabilizzazioni
davanti alle inquietudini del futuro?

Per quali cittadini? E cioè a quale cultura e a quali dimensioni del pensiero e del corpo le misure dello spazio pubblico devono rapportarsi? Perché reprimere la tattilità, la vista, la percezione sensoriale dei materiali della città e la possibilità di proporzionarsi ad essi in un reciproco e dialettico "gioco" di corrispondenze? Quali progressive fantasie della mente può invece sollevare oggi la scultura?
Perché costruire oggi spazi immobili e senescenti mentre tutto, intorno, si muove e soprattutto le piazze necessitano di nuova e fresca vitalità?

Per quale architettura? Vale a dire a quale funzione sociale e culturale richiamare oggi le pratiche artistiche, in quella che è ormai la condivisa consapevolezza che le città devono essere ovunque, al centro come in periferia, riqualificate? ri-significate semanticamente, contrassegnate dalla "presenza della contemporaneità"?

Perché non tentare di esprimere e affermare, attraverso forme espressive aggiornate e coerenti, i segni della nostra concitata presenza invece che indugiare in consolanti
suggestioni di "metafisici" passati?

hanno sottoscritto:
Manuela Bandini, Basilia Barcella,
Mario Benedetti, Angelo Bianco, Elsy Bugada, Francesca Buonincontri, Filippo Carnevale, Rino Carrara, Umberto Cavenago, Silvano Ceravolo, Baran Clagà, Fabrizio De Liguoro, Enrico De Pascale, Nicola Eynard, Virgilio Fidanza, Piero Fracasselli, Umberlo Galmozzi, Alessandra Girola, Mario Girola, Attilio Gobbi, Maurizio Grisa, Andrea Gritti, Michele Guadalupi, Tullio Leggeri, Serena Longaretti, Trento Longaretti, Anna Maria Maggi, GianMaria Maggi, Minerva Tramonti Maggi, Maria Claudia Peretti, Andrea Piantanida, Marlagrazia Recanati, Gianfranco Rizzi, Cristina Rodeschini Galati, Roberto Spagnolo, Stefano Spagnolo, Claudio Spini, Maurizio Spreafico, Simone Zenoni, Stefano Zenoni.